giovedì 19 febbraio 2015

Focus su Banca Popolare Milano

Analisi Fondamentale


Dice Federico Ghizzoni, AD di Unicredit, “ Assolutamente no, non abbiamo mai discusso di BPM”

Gli fa eco il quotidiano il Messaggero di Roma : “L’Ad della popolare milanese Castagna avrebbe avuto più di un abboccamento col collega emiliano della Pop Emilia Romagna Aleesandro Vandelli per la creazione di un polo da 109mld di attivo e 1950 sportelli”.

Smentisce tutto quanto e categoricamente l’AD della Pop Milano Castagna bollando tutto il fervore attorno all’istituto di Piazza Meda come pure Illazioni.Se è vero “che due indizi fanno una prova”, passando per smentite a più voci parrebbe innegabile che qualcosa bolle in pentola; quel qualcosa che l’oramai famigerato DDL sulle banche popolari sta accelerando sensibilmente.

Vogliamo aggiungere che di recente tre primarie SIM hanno alzato la valutazione della Banca popolare di Milano con target rispettivamente a 0,84 , 0,95 e 1,05? 

Oppure che Marshall Wace nel giro di 5 giorni, tra l’11 e il 16 febbraio, riduce lo short su BPM dall’1,62% all’1,39%? Nessuno vuol farsi trovare impreparato alle “nuove regole del gioco”, ma soprattutto tutti vogliono difendersi da possibili attacchi dei colossi esteri in cerca di prede facili e soprattutto redditizie.

Nel frattempo la popolare milanese ha preso una lunga rincorsa rialzista fin dal nuovo anno, una performance del 47% in poco più di un mese e mezzo che sembra non avere esaurito ancora il suo propellente.

BPM come polo aggregante? I risultati di bilancio dicono che l’istituto meneghino può presentarsi alle nozze trattando da un punto di forza dopo l’ultima pulizia di bilancio, risultati che dopo tre anni a bocca asciutta riportano il dividendo agli azionisti.

I dati parlano chiaro: utile 2014 in forte crescita a 232,3mln di Euro (rispetto ai 29,6mln dello stesso periodo del 2013); un dato eclatante che batte le previsioni stipulate dalla banca nel suo recente piano industriale.

Infatti se consideriamo la plusvalenza di 103mln derivante dalla cessione di Anima Holding, l’utile sarebbe di 141,7mln di Euro comunque largamente superiore ai 78,5mln di Euro di 12 mesi prima.; fa spicco il consistente rafforzamento degli indici patrimoniali (Tier 1 a 11,57%) grazie all’ultimo aumento di capitale, ma più in particolare la sensazione di una banca che ha cambiato decisamente marcia rispetto al recente passato è netta e tangibile. 

La Pop Milano prende a piene mani da un maggior contributo del margine da servizi, ma sopratutto da accantonamenti su crediti ben inferiori alle attese segno questo che la gestione sta ricucendo pian piano i disastri degli anni passati.

Ora, a parte la lunga cavalcata, la popolare milanese attende di conoscere sia gli sviluppi della riforma imposta dal Governo ma soprattutto la bozza di auto-riforma che sta mettendo a punto il board di Assopopolari proprio per contrastare quanto vorrebbe l’esecutivo bollato a più riprese come incostituzionale.

E’ una realtà che le popolari siano una anomalia tutta italiana, ma è altrettanto vero che i grossi gruppi bancari hanno perso contatto col territorio e quindi è sentore che sia la Banca popolare di Milano sia tutti i titoli della categoria (a vario titolo a seconda della capitalizzazione) stiano anticipando fattori meramente speculativi.

La Popolare di Milano appare decisamente quasi prezzata; ma quanto può valere in una ottica di merger?



Analista
R. Spinelli


ANALISI TECNICA


Un rialzo superiore al 30% in poco meno di cinque settimane di contrattazioni; oscillatori direzionali a sostegno di una volatilità che sa precisamente verso dove indirizzare il moto dei prezzi; un ritorno sui livelli top che latitavano dal lontano 2011 ed una successione strepitosa di candele heikin-ashi cumulate settimanalmente, la quale al momento scaccia qualsiasi spettro di un'imminente inversione.

No, non siamo sul mercato Americano, nè sul Nasdaq nè sul Dow Jones; eccezionalmente siamo sul listino più importante della Borsa Italiana ed il titolo in questione è (straordinariamente) un bancario.

Sintesi tecnica e gap rialzista

Si tratta di Banca Popolare Milano, posta sotto i riflettori sin dal giorno di quel poderoso gap rialzista che si aprì lunedì 19 gennaio scorso e che squarciò un quadro tecnico che, sino al giorno o meglio, alla settimana precedente, era nettamente impostato a ribasso ed oggettivamente non dava segni di immediata ripresa.

Oggi siamo qui a narrare di un titolo che, non sono da quel 19 gennaio è cresciuto di oltre 30 punti percentuali; stiamo anche parlando di una popolare che da inizio anno, ha generato un incremento dei prezzi superiore
al 50%. 




Ancora una volta, un segnale deterministico come un gap rialzista in continuazione di tendenza, è stato inteso dal mercato in maniera corretta ovvero come un opportuno trampolino di lancio, dal quale far partire i prezzi ed indirizzarli, scevri di piroette, verso una ripida ascesa che non deve incutere timore. 

Questo perché indicatori ed oscillatori sono tutti dalla parte (..non potrebbe essere altrimenti), del movimento rialzista dei prezzi.

Oggi, in questo giovedì di febbraio, stiamo assistendo all'apparizione di una particolare single line; si tratta di una  doji line ovvero una candela che, sia nella classica accezione Japanese Candlestick, sia nella simbologia Heikin-Ashi, rappresenta una contestuale fase di indecisione di brevissimo periodo. 

Certo, è possibile che in seguito a questa candela il mercato possa ritracciare sensibilmente verso area 0.80 euro; area che rappresenta un contestuale sostegno statico e psicologico di breve periodo
ma, le probabilità che detta candela possa scatenare un turbine ribassista sostenibile nel medio, sono davvero poche.

Breve e medio periodo a confronto

ll confronto ed il raffronto tra l'andamento di breve e quello di medio periodo, è funzionale per trarre conclusioni operative ma l'empirismo dei mercati finanziari, ci assicura che l'eco dei medesimi si protrae e si convalida nel medio, dato che il breve periodo è ricco di insidie e falsi segnali.



La tecnica di visualizzazione Heikin-Ashi quindi, ci consente di avere un quadro tecnico nitido e ben definito, sul quale è ancora in auge una forza rialzista ben determinata ad ambire al raggiungimento di area 0.92 euro; è lì che si giocherà la prossima battaglia. 

Prepariamoci.