Fabio Brigida analizza il FtseMib per il 2017 partendo da un quadro tecnico settimanale Heikin-Ashi.
Impara ad investire in Azioni con Fabio Brigida, investitore privato che insegna a pensionati, liberi professionisti ed imprenditori, come generare più soldi dagli investimenti azionari.
venerdì 30 dicembre 2016
giovedì 29 dicembre 2016
Pronti, partenza, Yoox!
Analisi Heikin-Ashi del titolo Yoox Net à Porter a cura di Fabio Brigida.
mercoledì 7 dicembre 2016
Le ragioni dei No dal punto di vista dei 18.000
Il primo mercoledì del post referendum ed oggettivamente il primo mercoledì bello tonico dopo una lunga serie di giornate (settimane-mesi) di fibrillazione, è sicuramente ciò che serviva per scacciare quell'angoscia che si era fatta largo all'interno della lateralità tra i 16.000 - 17.000 punti.
Siamo al di sopra dei 18.000 punti e stiamo rivedendo, dal basso verso l'alto, livelli che non si vedevano dallo scorso mese di giugno. Sembra assurdo ma è così; fino a qualche settimana fa le fila dei ribassisti convinti erano piene di shortisti di America e di Europa ma c'era (e c'è tutt'ora) una cosa importante della quale non tenevano una debita considerazione ovvero che finché i prezzi salgono oppure non scendono, non è il caso di andare a ribasso.
Eppure i giornali dicevano che...
Eppure i giornali (ah, i giornali) dicevano che la vittoria del No al referendum avrebbe avuto l'effetto di un cataclisma sul settore bancario in particolare oppure c'è chi ha votato Si semplicemente perché troppo coinvolto con i mercati, la borsa, la finanza ecc...
Eppure io non me la sono sentita di dare un voto positivo semplicemente perché ho titoli in portafoglio; semplicemente penso che non sia la costituzione a necessitare una bella rinfrescata bensì la classe politica e dirigente in generale.
Detto ciò, la doppia soddisfazione si è concretizzata nel momento in cui il mio voto si è rispecchiato esattamente in linea con l'esito del referendum ed in più, in barba a tutti i grandi guru mediatici, i mercati hanno rotto gli indugi e finalmente la volatilità quella bella, quella direzionale, è tornata a far scorre e correre i prezzi verso l'alto.
E' ritornata la forza
Gli 8 bancari a rischio fallimento con la vittoria del No, hanno invece realizzato un exploit degno di un'esplosione di volatilità che solitamente appare sui titoli sottili quando la compressione elastica viene librata nell'aria. Ma qui stiamo parlando di bancari (e non solo), titoli che muovono il listino ed anche gli animi degli investitori; più che muoverli, li tartassano a loro piacimento. Ma stavolta sembra che sia la volta buona; stavolta si, potrebbe essere diverso.
Però occhio a non mescolare i titoli buoni con le ciofeche.
I titoli buoni lo erano prima del referendum e lo saranno anche dopo; Ferrari, Exor, Stmicroelectrionics (ho visto gente tentare short su questo titolo da quando era a 8€...), Leonardo-Finmeccanica, Tenaris, insomma... titoli che salgono sono titoli da comprare. Mentre Banca Mps resta (ancora per quanto non si sa) una ciofeca, insieme a diversi titoli del settore utility quindi occhio a non confondere acquisti sulla debolezza con acquisti per bassezza di principi operativi.
In questa fase di transazione stiamo assistendo alla rottura di molte barriere tecniche ma attenzione perché non tutte le entrare in breakout sono uguali. Ed inoltre, la prossima sarà la settimana della verità ovvero la settimana che anticipa il periodo festivo durante il quale solitamente la volatilità si abbassa ed il mercato non si muove più di tanto.
Bene, prendetevi il tempo per decidere su quali titoli pianificare i prossimi ingressi evitando di prendere ora un treno in corsa senza sapere nemmeno qual è la vostra destinazione. E' indubbio che oltre i bancari, anche il settore del oil e compagnia sta dando interessanti conferme di periodo; Tenaris era già ben sorretta dal mercato prima di rompere in questi giorni i 16 euro ma è su Eni che io preferisco concentrare l'attenzione.
Il test di Eni
Mi concentro su Eni perché, mentre Tenaris è già partita, Eni potrebbe essere in procinto di farlo qualora i prezzi riuscissero a consolidarsi al di sopra di area 14 euro e finalmente uscire non solo da una pazzesca fase ribassista di lungo corso, ma al contempo anche da una fase laterale che ha custodito senza troppo entusiasmo i prezzi negli ultimi 3/4 di anno.
Consiglio di tenere d'occhio anche UnipolSai e allo stesso tempo lasciar perdere titoli come Recordati, Mediaset e FinecoBank.
Per il resto, leggete meno i giornali e guardate di più i prezzi.
Webinar Gratuito
Per saperne di più puoi partecipare al mio webinar gratuito in programma venerdì 9 dicembre così come tutti i venerdì del mese, alle ore 15.30.
Qui puoi iscriverti gratuitamente.
Alla prossima da Fabio Brigida.
Saliamo di baricentro
Siamo al di sopra dei 18.000 punti e stiamo rivedendo, dal basso verso l'alto, livelli che non si vedevano dallo scorso mese di giugno. Sembra assurdo ma è così; fino a qualche settimana fa le fila dei ribassisti convinti erano piene di shortisti di America e di Europa ma c'era (e c'è tutt'ora) una cosa importante della quale non tenevano una debita considerazione ovvero che finché i prezzi salgono oppure non scendono, non è il caso di andare a ribasso.
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| Il FtseMib registra la sua miglior performance di medio periodo |
Eppure i giornali dicevano che...
Eppure i giornali (ah, i giornali) dicevano che la vittoria del No al referendum avrebbe avuto l'effetto di un cataclisma sul settore bancario in particolare oppure c'è chi ha votato Si semplicemente perché troppo coinvolto con i mercati, la borsa, la finanza ecc...
Eppure io non me la sono sentita di dare un voto positivo semplicemente perché ho titoli in portafoglio; semplicemente penso che non sia la costituzione a necessitare una bella rinfrescata bensì la classe politica e dirigente in generale.
Detto ciò, la doppia soddisfazione si è concretizzata nel momento in cui il mio voto si è rispecchiato esattamente in linea con l'esito del referendum ed in più, in barba a tutti i grandi guru mediatici, i mercati hanno rotto gli indugi e finalmente la volatilità quella bella, quella direzionale, è tornata a far scorre e correre i prezzi verso l'alto.
E' ritornata la forza
Gli 8 bancari a rischio fallimento con la vittoria del No, hanno invece realizzato un exploit degno di un'esplosione di volatilità che solitamente appare sui titoli sottili quando la compressione elastica viene librata nell'aria. Ma qui stiamo parlando di bancari (e non solo), titoli che muovono il listino ed anche gli animi degli investitori; più che muoverli, li tartassano a loro piacimento. Ma stavolta sembra che sia la volta buona; stavolta si, potrebbe essere diverso.
Però occhio a non mescolare i titoli buoni con le ciofeche.
I titoli buoni lo erano prima del referendum e lo saranno anche dopo; Ferrari, Exor, Stmicroelectrionics (ho visto gente tentare short su questo titolo da quando era a 8€...), Leonardo-Finmeccanica, Tenaris, insomma... titoli che salgono sono titoli da comprare. Mentre Banca Mps resta (ancora per quanto non si sa) una ciofeca, insieme a diversi titoli del settore utility quindi occhio a non confondere acquisti sulla debolezza con acquisti per bassezza di principi operativi.
In questa fase di transazione stiamo assistendo alla rottura di molte barriere tecniche ma attenzione perché non tutte le entrare in breakout sono uguali. Ed inoltre, la prossima sarà la settimana della verità ovvero la settimana che anticipa il periodo festivo durante il quale solitamente la volatilità si abbassa ed il mercato non si muove più di tanto.
Bene, prendetevi il tempo per decidere su quali titoli pianificare i prossimi ingressi evitando di prendere ora un treno in corsa senza sapere nemmeno qual è la vostra destinazione. E' indubbio che oltre i bancari, anche il settore del oil e compagnia sta dando interessanti conferme di periodo; Tenaris era già ben sorretta dal mercato prima di rompere in questi giorni i 16 euro ma è su Eni che io preferisco concentrare l'attenzione.
Il test di Eni
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| Eni ci prova ad attaccare area 14 euro |
Mi concentro su Eni perché, mentre Tenaris è già partita, Eni potrebbe essere in procinto di farlo qualora i prezzi riuscissero a consolidarsi al di sopra di area 14 euro e finalmente uscire non solo da una pazzesca fase ribassista di lungo corso, ma al contempo anche da una fase laterale che ha custodito senza troppo entusiasmo i prezzi negli ultimi 3/4 di anno.
Consiglio di tenere d'occhio anche UnipolSai e allo stesso tempo lasciar perdere titoli come Recordati, Mediaset e FinecoBank.
Per il resto, leggete meno i giornali e guardate di più i prezzi.
Webinar Gratuito
Per saperne di più puoi partecipare al mio webinar gratuito in programma venerdì 9 dicembre così come tutti i venerdì del mese, alle ore 15.30.
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Alla prossima da Fabio Brigida.
Ubicazione:
70015 Noci BA, Italia
lunedì 28 novembre 2016
Stmicroelectronics: un triplo massimo che non fa paura
Ci siamo, siamo giunti alle barriere tecniche che in molti attendono ed osservano sul titolo Stmicroelectronics. Titolo che, anche in questa giornata fortemente negativa per l'indice FtseMib (-1,81% a 16.217 punti), è andato in netta controtendenza chiudendo al di sopra del prezzo di apertura e registrando "solo" una flessione negativa dello 0,27% rispetto alla chiusura di venerdì scorso.
Un triplo massimo che (non) fa paura
Osservando un quadro tecnico Heikin-Ashi illuminato per mezzo di candele settimanali, il titolo Stmicroelectronics non mostra al momento segni di cedimento o di eccessiva volatilità dettati dal raggiungimento di un'area target così importante come quella che passa tra i 9.50 euro ed i 9.30 euro.
Detto ciò, è molto probabile che ci potranno essere delle prese di beneficio entro questi livelli ma ciò potrebbe non bastare per invertire bruscamente e nettamente la tendenza rialzista che sta accompagnando il titolo Stmicroelectronics, da oltre due bimestri.
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| Il titolo Stmicroelectronics al test di area 9.50 euro |
I riferimenti da osservare
Appurato che area 9.50 euro non verrà rotta dall'oggi al domani, per l'investitore che è posizionato long e che è riuscito a cogliere buona parte della gamba rialzista in corso, è giunto probabilmente il tempo di cominciare a piazzare qualche ordine protettivo nell'intorno di area 9 euro circa.
Finché i prezzi sosteranno al di sopra di detto livello, potrà scatenarsi anche tutta la volatilità di questo mondo ma ciò potrebbe non bastare ad invertire la rotta rialzista di Stmicroelectronics.
L'investitore più accorto ma anche meno paziente, potrebbe inserire a sua volta un trailing stop di base 9 euro il quale, al cospetto dei prezzi correnti avrebbe al più 2,4 punti percentuali di margine per erodere eventuali guadagni potenziali, ma non ancora contabilizzati.
Detto ciò
Tenetevi alla larga da operazioni short sul titolo Stmicroelectronics; il mercato ha dato prova di apprezzare molto questo titolo mentre il 90% del listino principale non faceva altro che incassare un ribasso dopo l'altro.
Basti considerare che da luglio ad oggi, il FtseMib è cresciuto solo dell'8 % (con punte di discontinuità che hanno spinto tale variazione oltre il 12%) mentre Stmicroelectronics ha inanellato candele Heikin-Ashi rialzista su Candele Heikin-Ashi rialziste, che hanno attestato ad oggi, una variazione positiva vicina all'85%.
Credo che questo possa esser sufficientemente considerato un buon motivo per evitare di fare ciò che andrebbe evitato di fare.
lunedì 21 marzo 2016
domenica 22 novembre 2015
Elica: interessante congestione sotto area 2€
Interessante congestione sotto area 2€ per il titolo Elica, ad oggi sorretto da una robusta struttura rialzista di lungo periodo. Un breakout di detto livello, potrebbe rappresentare un importante segnale di acquisto, in seguito ad una risoluzione positiva di questa estenuante fase priva di direzionalità.
lunedì 9 novembre 2015
Carraro: mantenerlo in portafoglio?
A volte vien da sorridere….per usare un eufemismo!!
In Italia si festeggia a suon di proclami strombazzanti una crescita che rasenta (addirittura!!) l’1%; in Cina quasi ci si “straccia le vesti”…sempre per usare quell’eufemismo di cui sopra…..con una crescita per il 2016 stimata al 6,3%.....
Come si può valutare, caso per caso, il mercato a fronte di una siffatta ipocrisia di fondo?
Per ragionare occorre partire da basi solide, e inconfutabili; oggi di certo ci solo i tassi bancari ad un minimo storico difficilmente ripetibile.
Eppure!! Eppure c’è grossa difficoltà di accesso al credito tant’è che i gioielli italiani, uno dopo l’altro cambiano bandiera ed anche le piccole /medie imprese (vero cuore pulsante della nostra economia) soffrono una crisi epocale.
Ci sono aziende come Carraro, un business del tutto tradizionale e leader mondiale nei sistemi per la trasmissione di potenza altamente efficienti ed eco-compatibili, con un fatturato consolidato 2014 di 728 milioni di Euro. Alla holding Carraro SpA fanno riferimento tre Aree di Business: 1) Carraro Drive Tech, specializzata in: sistemi di trasmissione (assali, trasmissioni, riduttori epicicloidali ed ingranaggi) destinati a macchine movimento terra, trattori agricoli, carrelli elevatori, veicoli commerciali leggeri, applicazioni da miniera, automobili ed applicazioni stazionarie (quali scale mobili); 2) Agritalia, specializzata in trattori speciali (light-utility, da vigneto, da frutteto) realizzati conto terzi (a marchio Massey Ferguson, John Deere, Claas) e servizi di ingegneria e di outsourcing produttivo per nicchie nell'ambito della trattoristica. 3) Santerno, specializzata in: inverter destinati alla gestione dell'elettronica di potenza applicata ai diversi ambiti industriali e convertitori elettronici di potenza per energie rinnovabili (fotovoltaico).
Un settore che, se rapportato all’attuale situazione economica soffre tremendamente costringendo Carraro ad un profondo piano di ristrutturazione societaria tuttora in atto.
Non si può rimarcare l’escalation del debito: 31/12/2014 224,3 mln di Euro, 30/06/2015 247 mln di Euro, 30/09/2015 256,2 mln di Euro con segnali di ulteriore peggioramento……questo a fronte di un fatturato a 151,1 mln di Euro (-18,2%) e di una perdita a 4,7mln di Euro (-1,6mln di Euro il precedente dato).
Sono cifre che testimoniano fedelmente la regressione del gruppo veneto con la richiesta, neanche troppo velata, di un accordo con le banche creditrici per la ristrutturazione complessiva del debito giunto a soglie preoccupanti. Ecco dunque, a fronte di un nuovo piano industriale arrivare la cessione a Cia Industrial de pecas para Automovies (attiva in Sudamerica) del 19,784% del capitale sociale di Carraro ad un prezzo di circa 1,66 ad azione, e al varo per il 2016 di un aumento di capitale pari a 20 milioni di Euro per permettere al socio di salire ulteriormente.
I proventi incassati verranno reinvestiti nella messa in sicurezza patrimoniale del gruppo (leggasi riduzione del debito), e nel successivo rilancio dell’azienda, ma su quali basi visto che il mercato ancora langue e il +30% di Carraro Agritalia, stando agli ultimi dati, da solo non basta a sostenere il gruppo stesso , e che Elettronica Santerno non riesce ancora ad incidere positivamente sui conti per le sue dimensioni ridotte.
A questi interrogativi occorre dare una risposta, stigmatizzata dal fatto che con una capitalizzazione di borsa pari a circa 85mln di Euro varare un aumento di capitale di 20mln di Euro parrebbe un effetto diluitivo sul capitale sociale della stessa azienda.
Alle quotazioni attuali il titolo è correttamente prezzato in attesa di definire con più chiarezza le strategie per il futuro dell’azienda veneta, non vi sono particolari spunti operativi da segnalare se non quello di detenere in portafoglio.
Analista finanziario
R. Spinelli
domenica 1 novembre 2015
Da annotare sul taccuino #11
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70015 Noci BA, Italia
domenica 25 ottobre 2015
venerdì 23 ottobre 2015
Gruppo Ed. L'Espresso: interessante dinamica rialzista
Il Gruppo Ed. L'Espresso (Codice ES) sta testando le interessanti barriere di area 0.99€; il mantenimento del supporto di area 0.90€ e questa iniziale virata rialzista, sono dei tasselli utili e necessari per cominciare a pianificare un'operatività rialzista su questo titolo.
Primo target in area 1.06€, secondo in area 1.26€.
Trailing stop che parte dai minimi di periodo, in area 0.91€, con un'ampiezza dell'8% dai massimi correnti.
fAbio
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